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scorrimento graduatorie progressioni verticali

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scorrimento graduatorie progressioni verticali

Messaggio  supercarifragile il Dom 25 Mar 2012 - 4:52

salve-
Nel 2008 ho partecipato ad un concorso-progressione verticale per 1 posto cat. D.Sono risultato idoneo, 2 posto dopo il vincitore.Nel 2010 è stata pubblicata la graduatoria ed è stato assunto il vincitore.Il bando prevedva espressamente la validità della graduatoria per 3 anni dalla pubblicazione impegnandosi l'amministrazione a scorrere la graduatoria laddove si fossero resi vacanti ulteriori posti cat D.Nel 2012 l'amministrazione, approvata la nuova dotazione organica, ha espresso la volontà di scorrere la graduatoria essendo vacanti vari posti nella cat. D. Il segretario generale però asserisce che non si possa scorrere la graduatoria perchè quel bando del 2008 era illegittimo nella parte relativa alla validità della graduatoria trattandosi di progressione verticale, menzionando la famigerata legge "Brunetta".Cosa ne pensate ? Gradirei l'indicazione della normativa in merito a tale problematica. Grazie.

supercarifragile

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Progressioni verticali

Messaggio  Paolo Gros il Dom 25 Mar 2012 - 23:15

Dal 1° gennaio 2010 la possibilità di effettuare progressioni verticali o di carriera nelle pubbliche amministrazioni, ivi compresi gli enti locali, viene ad essere fortemente limitata. La disciplina di questo istituto cessa di essere di origine contrattuale, visto che le regole sono dettate direttamente dal legislatore e che, per sua espressa indicazione (che si aggiunge ai principi di carattere generale dettati dallo stesso provvedimento) la disciplina contrattuale deve meramente attuare le prescrizioni dettate dal d.lgs. n. 150/2009. Da sottolineare che in questo provvedimento le disposizioni sulle progressioni verticali sono contenute sia nell’articolo 24, compreso nel titolo III dedicato alla meritocrazia, che nell’articolo 62, inserito nel titolo IV di modifica delle norme sul lavoro pubblico e che introduce una serie di variazioni all’attuale testo dell’articolo 52 del d.lgs. n. 165/2001.
Le limitazioni
Le progressioni verticali o di carriera subiscono una drastica limitazione. Sulla base dell’articolo dettato nella parte sulla meritocrazia si stabilisce infatti che le assunzioni a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni devono necessariamente essere effettuate con il ricorso al metodo del concorso pubblico.
In tale quadro le amministrazioni possono riservare una quota non superiore al 50% del personale interno. Tale riserva opera ovviamente nel rispetto delle norme dettate “in materia di assunzioni”. Il nuovo testo dell’articolo 52 del d.lgs. n. 165/2001 stabilisce, sempre con riguardo a questo istituto, che “le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso”.
I nuovi elementi essenziali
Questa seconda disposizione rende in modo ancora più chiaro gli ambiti di applicazione dell’istituto. Esso infatti ci precisa i seguenti elementi indispensabili:
1. carattere obbligatorio del concorso pubblico;
2. possibilità della riserva nell’ambito dei posti messi a concorso;
3. necessità del possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’interno.
In altri termini, le progressioni verticali possono essere utilizzate sotto forma di riserva non superiore al 50% dei posti messi a concorso; devono svolgersi come concorso pubblico ed il dipendente può partecipare solo se in possesso del titolo di studio per l’accesso dall’esterno.
Per cui, per fare un esempio concreto, sulla base di queste norme – in particolare del nuovo testo dell’articolo 52 del d.lgs. n.165/2001 – la progressione verticale di un collaboratore amministrativo (categoria B) di un comune a istruttore amministrativo (categoria C) può avvenire solo nell’ambito di un concorso pubblico ad almeno 2 posti di istruttore amministrativo con riserva per gli interni non superiore ad un posto. Ed i dipendenti interni che partecipano al concorso pubblico devono essere in possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, cioè nel caso specifico il diploma di scuola media superiore.
Gli effetti
Quindi, le progressioni verticali sono destinate a scomparire o ad essere un evento eccezionale nei piccoli comuni: è infatti assai improbabile che in un ente di ridotte dimensioni si possano avviare in contemporanea due assunzioni per uno stesso profilo professionale. E sono destinate, per la stessa ragione, ad essere fortemente ridotte negli enti di media dimensione.
E ancora vengono imposte condizioni assai dure, visto che si tratta di concorso pubblico. I dipendenti dell’ente che partecipano alle progressioni verticali devono essere in possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, requisito che non può essere surrogato dal possesso del titolo di studio immediatamente inferiore accompagnato dalla esperienza (in passato veniva considerata sufficiente l’anzianità nella categoria immediatamente inferiore per 5 anni, ridotta a 3 se nell’ambito della stessa area). E inoltre il dipendente deve superare il concorso pubblico, quindi superare le prove scritte e quelle orali: rispetto alla condizione attuale abbiamo una significativa differenza data dal fatto che non si possono continuare ad utilizzare forme semplificate di concorso. Sicuramente egli potrà contare sulla riserva, per cui non deve necessariamente risultare vincitore in termini assoluti, essendo sufficiente essere in testa nell’ambito della fascia riservata, ma siamo comunque in presenza di una quantità di aggravamenti assai rilevanti.
Occorre ricordare che il numero delle progressioni verticali è stato fin qui assai elevato e di conseguenza esse hanno prodotto effetti assai rilevanti: in numerosi enti si è infatti determinata una sorta di piramide rovesciata nella classificazione del personale.
L’applicazione
Nella applicazione delle nuove disposizioni è stata chiarita l’assenza di un regime transitorio, per cui viene stabilita dal legislatore l’entrata in vigore dal prossimo 1° gennaio 2010. Occorre chiarire l’applicabilità delle nuove disposizioni alle progressioni verticali in itinere, cioè a quelle che risultano bandite o addirittura che risultano solo inserite nel programma del fabbisogno di personale. La mancanza di una norma transitoria rende la soluzione meno certa e meno automatica, in relazione alla natura di lex specialis che hanno i bandi di concorso e quelli di appalto.
Sicuramente non si possono considerare in itinere le progressioni verticali per le quali all’atto della entrata in vigore del decreto legislativo risulta unicamente la previsione nella programmazione del fabbisogno, in quanto ciò non ha in alcun modo determinato l’avvio della procedura.
A parere di chi scrive la riserva deve operare su ogni singolo posto e non è più sufficiente, come previsto dalle disposizioni previgenti, che essa operi sul complesso delle assunzioni che l’ente intende effettuare.
Occorre comunque considerare che su questo punto il dettato legislativo non è chiarissimo.
Le valutazioni
Da evidenziare infine che il nuovo testo dell’articolo 52 del d.lgs. n. 165/2001 stabilisce che “la valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni costituisce titolo rilevante ai fini della progressione economica e dell’attribuzione dei posti riservati nei concorsi per l’accesso all’area superiore”.
Ricordiamo, invece, che le, per molti versi, analoghe disposizioni che stabiliscono che la collocazione nella fascia più alta della valutazione per almeno 3 anni consecutivi o per 5 anni, anche non consecutivi, costituisce “titolo prioritario” tanto per le progressioni economiche che per quelle verticali, non è immediatamente applicabile alle regioni ed agli enti locali.

da un articolo di Arturo Bianco
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Re: scorrimento graduatorie progressioni verticali

Messaggio  SOFRONISCO il Lun 1 Ott 2012 - 1:08

Non si possono più effettuare...

Ma si può attingere ora da una graduatoria in essere relativa a procedura espletata nel 2009?

Ad esempio: nel 2009 concorsi interno per 1 posto di categoria D1.

Possibile adesso "promuovere" a D1 il secondo classificato?

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progressioni

Messaggio  Paolo Gros il Lun 1 Ott 2012 - 1:14

No in modo assoluto
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Re: scorrimento graduatorie progressioni verticali

Messaggio  topolino74 il Dom 27 Gen 2013 - 15:12

Buonasera, per prima cosa mi inchino a quelli che hanno scritto in precedenza perche' io in confronto a loro sono un po' ignorante. Pero' vorrei fare una mia osservazione sulle progressioni verticali. Secondo me' Brunetta ha fatto bene a mettere l'obbligo della laurea per essere inquadrati in categoria D. Obbligo anche per i dipendenti interni all'ente. Oggi ormai i giovani che studiano sono tanti e' il merito, la capacita' professionale, nonche' le capacità direttive le hanno solo i laureati. Pensate, dove lavoro io, un'ente pubblico, abbiamo una persona giovane, 46 anni, che ha solo una qualifica professionale, ed è inquadrata in categoria D, nonche' capoufficio Evil or Very Mad . Ma stiamo scherzando? Allora cosa diciamo ai giovani studiate se poi solo con una qualifica professionale si riesce ad arrivare ai vertici. Bene Brunetta a fatto bene. Very Happy Very Happy Very Happy

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Graduatoria

Messaggio  Paolo Gros il Dom 27 Gen 2013 - 23:22

opinione rispettabile ancorche' sia possibile che il soggetto indicato , ancorche' non "studiato", sia persona capace nel proprio lavoro ed ancorche' sia possibile anche il contrario , ed e' bene pensare poiche' cio' che vermanet conta e' la n meritocrazia non la titolocrazia
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Re: scorrimento graduatorie progressioni verticali

Messaggio  PAOLO1971 il Mar 2 Lug 2013 - 4:59

Rispetto la meritocrazia piuttosto che la titolocrazia ci mancherebbe altro.
Tuttavia se si è sentita la necessità di filtrare i meritevoli con i titoli accademici (rectius: di impedire di diventare capo ufficio ad un usciere assunto nel 1978 di fatto per il mero decorso del tempo), è perché una lunga esperienza avrà evidenziato - per carità con le dovute eccezioni - che il merito professionale (certamente non umano) è più di chi è titolato che di chi non lo è!

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Re: scorrimento graduatorie progressioni verticali

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