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stipula contratto servizio assicurativo

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stipula contratto servizio assicurativo

Messaggio  VALTER il Ven 30 Dic 2011 - 9:24

abbiamo da qualche giorno aggiudicato provvisoriamente il servizio RCA, siamo pronti per la stipula del contratto, ma la ditta aggiudicataria sostiene che non ha mai con nessun ente sottoscritto contratto a rogito del Segretario Comunale, ma si sono sempre limitati a sottoscrivere il capitolato, ritenendo inoltre che la polizza sostituisce il contratto...Effetivamente nell'Ente in cui lavoro non hanno mai sottoscritto il contratto a rogito del segretario, cosa nè pensate ?

grazie

VALTER

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contratto

Messaggio  Paolo Gros il Ven 30 Dic 2011 - 23:53

La legge recita testualmente: “il segretario...può rogare tutti i contratti nei quali l’ente è parte”. La norma non prevede più una tipologia ristretta di atti ricevibili dal segretario comunale, ma fa riferimento a “tutti i contratti, espressione nella quale possono certamente ricomprendersi tutti i tipi di contratto, sia ad effetti reali che ad effetti obbligatori.La legge non prevede più il requisito né dell’esclusivo interesse, né quello del puro e semplice interesse. Ciò probabilmente sul presupposto che la comparizione del Comune come parte sia circostanza sufficiente a rendere operativa la competenza di rogito del segretario comunale.
In buona sostanza si può affermare che il limite della funzione rogatoria coincide con i limiti dell'autonomia privata dell'ente.

L’unico problema imminente all’entrata in vigore della legge n. 127/1997 scaturiva dal fatto che non era stata modificata la tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604, con la quale si identificavano tassativamente le ipotesi contrattuali in relazione alle quali sussisteva il diritto dell’ente all’esazione del “diritto di rogito” a fronte della prestazione rogatoria del Segretario (si veda in proposito la circolare n. 18 del Ministero dell'Interno in data 15 luglio 1997).

Il problema è stato superato per effetto dell'emanazione dell’art. 21, comma 4, del D.P.R. 465/1997, a tenore del quale “sugli atti di cui all’art.17, comma 68, lettera b), della legge n. 127/1997, rogati ed autenticati dal segretario comunale e provinciale, si applicano i diritti di segreteria nella misura prevista dalla Tabella D della legge 8 giugno 1962, n. 604 e s.m.i.". D’altronde le disposizioni della Tabella D, allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604, sebbene non abrogate con l’entrata in vigore della legge n. 127/1997, assumono un significato ed una portata sostanzialmente diversi a seconda che si inseriscono nel contesto normativo previgente ovvero in quello attuale. In buona sostanza il legislatore, con l’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 465/1997, ha elaborato una norma di raccordo, estendendo a tutte le nuove fattispecie contrattuali rientranti nell’ambito della potestà rogatoria del Segretario ex art 17, comma 68, lettera b), della legge n. 127/1997, la legge n. 604 del 1962.

Risulta, pertanto, pienamente rispettato anche il principio della riserva di legge ex art. 23 della Costituzione; quanto invece al parere del Consiglio di Stato, Sez. I, n. 1916/88 del 2 novembre 1988, richiamato a sostegno dell’interpretazione ministeriale, è chiaro che tale orientamento era conforme al precedente quadro normativo, completamente rinnovato dalle recentissime disposizioni.

D’altronde, ragionando a contrario, si può menzionare anche una recentissima risoluzione del Dipartimento della Funzione pubblica n. 1764/00/UI/c150 del 1 febbraio 2000, con la quale si è stabilito che l’unico limite alla potestà rogatoria del Segretario è dato “dall’impossibilità di intervenire quale ufficiale rogante di contratti o atti di natura negoziale tra soggetti privati”.

Ma se ciò non dovesse bastare si può menzionare anche la recente legislazione di derivazione comunitaria che riconduce nell’ambito degli “appalti di servizi” i contratti di mutuo, le convenzioni di incarico di progettazione e di assistenza legale, i contratti di assicurazione ecc

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Re: stipula contratto servizio assicurativo

Messaggio  francodan il Sab 31 Dic 2011 - 0:39

se il contratto è stato stipulato con le procedure in economia potrebbe non essere necessario il rogito a mezzo dels egretario....il regolamento comunale che disciplina l'acquisizione in economia di forniture e servizi spesso prevede una soglia sotto la quale non è necessaria la stipula formale del contratto a mezzo dels egretario
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contratto servizio assicurativo

Messaggio  VALTER il Sab 31 Dic 2011 - 0:58

l'importo contrattuale è di circa 40.000,00 per tre anni, quello che però non riesco ancora a capire è come mai la ditta aggiudicataria non ha mai sottoscritto alcun contratto, in passato, con altri enti; ed in effetti sentento alcuni colleghi della zona nessuno lo ha mai fatto; non so come comportarmi
grazie

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Contratto

Messaggio  Paolo Gros il Sab 31 Dic 2011 - 1:01

Se e' stata bandita gara per appalto di servizi e non e' stato stipulato in ecomomia il rogito si impone.
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Re: stipula contratto servizio assicurativo

Messaggio  francodan il Sab 31 Dic 2011 - 1:04

concordo ,se non si è proceduto con le regole in economia o comunque non si rientra nei casi in cui il regolamento in economia esclude il rogito del segretario,occorre procedere mediante intervento del segretario tenendo conto che la mancata riscossione dei diritti di rogito potrebbe configurare ,per la parte che va al comune,danno erariale
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contratto servizio assicurativo

Messaggio  VALTER il Sab 31 Dic 2011 - 1:09

si è stata bandita una gara per servizi assicurativi, potete darmi i riferimenti normativi che impongono la stipula del contratto a rogito del segretario

grazie

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Contratto

Messaggio  Paolo Gros il Sab 31 Dic 2011 - 1:33

rischio di danno erariale e scelta della forma di stipula

La scelta di avvalersi del Pubblico Ufficiale Rogante (P.U.R.) in capo al Responsabile del servizio, ai sensi dell'art.107 TUEL, brevi considerazioni.

Premesso che i diritti di "rogito" (che sono quelli dovuti per attività rogatoria) sono spesso erroneamente scambiati per quelli di "segreteria"(che sono ad esempio quelli relativi al rilascio di una carta di identità), si fa presente che, in ogni caso, entrambi hanno natura tributaria e non sono "negoziabili". Mentre i diritti di segreteria possono riguardare diritti per la emissione di carte di identità o diritti connessi a pratiche edilizie, (vedi tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962 n. 604, sostituita dall'art. 27 del D.L. 28 febbraio 1983, n. 55 e modificata con l'art. 19-ter della legge 440/1987); quelli definiti diritti di "rogito", invece, sono strettamente connessi alla attività rogatoria che il Pubblico Ufficiale svolge a favore dell'Ente e in genere delle parti.

Invece la facoltà di avvalersi del Pubblico Ufficiale Rogante è la nuova frontiera delle facoltà in capo ai responsabili di servizio.

Normalmente nei regolamenti comunali si stabilisce poco circa le modalità di scelta della forma delle stipulazioni.

Buona cosa è invece prevedere in capo al responsabile di area o di servizio (art.107 TUEL) quello di scegliere direttamente se avvalersi di un pubblico ufficiale rogante e quindi, indirettamente, tra diverse forme di stipula, consapevole ovviamente dei rischi che si corrono in caso di eventuale contenzioso.

A tale facoltà di scelta va contrapposta una responsabilità anche di natura disciplinare e/o contabile nel caso in cui per scelta inopportuna e temeraria si sia proceduto alla sottoscrizione di contratti senza utilizzare la forma pubblica o un pubblico ufficiale rogante (anche esterno in caso di particolari complessità degli atti da rogare).

La enorme capacità di prevenire eventuale contenzioso, anche di rielvanti entità, che non traspare minimamente, ma che è certamente presente in ogni atto sipulato in forma pubblica, non è un argomento ancora sufficientemente sensibile agli occhi di molti amministratori locali. I quali, però, ben si rendono conto, invece, ogni volta che giunge in Comune un decreto ingiuntivo o una citazione in giudizio che facilmente avrebbe potuto essere evitata con una buona valutazione dei rischi circa la scelta indiretta della forma di un contratto, o meglio della possibilità di avvalersi o meno del Pubblico ufficiale Rogante, poiché la concreta scelta tra le forme di stipula (atto pubblico / scrittura privata autenticata) è sottratta completamente alle parti ed è invece rimessa in capo esclusivamente al PUR, che deve però prediligere la forma dell'atto pubblico (così: codice deontologico notai).

Diviene di fatto una scelta possibile entro i binari dei principi deontologici e delle normative che governano l'atto che deve essere stipulato, e, pertanto, dovrebbe essere meramente residuale la scelta che ricada sulla stipula di un atto per scrittura privata autenticata nei soli casi dove le parti non fossero compresenti, ma giungessero alla stipula in tempi diversi

e qui trovi l'utilissimo approfondimento

http://www.segretariocomunale.com/articoli/27-diritti-rogito-e-natura-tributaria-di-paolo-bertazzoli.html
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Re: stipula contratto servizio assicurativo

Messaggio  francodan il Sab 31 Dic 2011 - 2:33

il parere di seguito indica i riferimenti per la forma dei contratti della p.a.,e di fatto conferma che se si tratta di contratti da stipularsi a seguito di procedura aperta o ristretta è necessaria la forma pubblica amministrativa (partecipa segretario)mentre se si tratta di contratto a seguito di trattativa privata (e conseguentemente i lavori e forniture in economia che sono una sottospecie della trattativa privata)si può procedere diversamente ,a mio parere però sempre nell'ambito del regolamento comunale che stabilisca le diverse modalità di stipula e i valori sotto i quali si può prescindere dalla partecipazione del segretario.

Oggetto: Quesito posto ai sensi del Regolamento interno sull’istruttoria dei quesiti giuridici dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna in ordine alla fase di stipula dei contratti.

In esito a quanto richiesto con nota n. 26757 del 24 settembre 2010, si comunica che il Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 26-27 gennaio 2011 ha approvato le seguenti considerazioni.
Per quanto riguarda l’interpretazione dell’art. 11, comma 13, del d. lgs. n. 163/2006 (“Il contratto è stipulato mediante atto pubblico notarile, o mediante forma pubblica amministrativa a cura dell’ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice, ovvero mediante scrittura privata, nonché in forma elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante”), occorre premettere che la disciplina generale della forma dei contratti pubblici è contenuta nel decreto sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato (R.D. n.2440/1923), agli articoli 16 (I contratti sono stipulati da un pubblico ufficiale delegato a rappresentare l'amministrazione e ricevuti da un funzionario designato quale ufficiale rogante, con le norme stabilite dal regolamento), 17 (I contratti a trattativa privata, oltre che in forma pubblica amministrativa nel modo indicato al precedente art. 16, possono anche stipularsi: per mezzo di scrittura privata firmata dall'offerente e dal funzionario rappresentante l'amministrazione; per mezzo di obbligazione stessa appiedi del capitolato; con atto separato di obbligazione sottoscritto da chi presenta l'offerta; per mezzo di corrispondenza, secondo l'uso del commercio, quando sono conclusi con ditte commerciali) e 18 (I contratti stipulati con ditte o società commerciali devono contenere l'indicazione delle persone legalmente autorizzate a riscuotere e quietanzare. L'accertamento della capacità dello stipulante ad impegnare legalmente la ditta o società, come pure il riconoscimento della facoltà delle persone che nei contratti vengono designate a riscuotere, incombe al funzionario rogante, nei contratti in forma pubblica amministrativa, ed al funzionario che stipula e riceve l'impegno contrattuale, nei contratti in forma privata).

Secondo tale disciplina tutti i contratti stipulati dalla Pubblica Amministrazione, anche quando quest’ultima agisce iure privatorum, richiedono la forma scritta ad substantiam, pur se consistono in appalti di manufatti di modesta entità e vanno consacrati in un unico documento (Corte di Cassazione, sez. I civile, 4 settembre 2009, n. 19206). In particolare è richiesta la forma pubblica amministrativa (art. 16), fatte salve le deroghe di cui all’art. 17 che consente, in caso di trattativa privata, la stipula a mezzo di scrittura privata ed anche la conclusione a distanza a mezzo di corrispondenza.

I citati articoli della legge di contabilità nazionale non rientrano tra le disposizioni abrogate dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 163/2006 elencate nell’art. 256 del medesimo provvedimento normativo. Pare tuttavia legittimo verificare se non possano dirsi abrogati tacitamente o implicitamente, giacché l’art. 15 delle preleggi prevede, oltre al caso dell’abrogazione per dichiarazione espressa del legislatore, anche l’abrogazione “per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore”.

Secondo la Cassazione, “la suddetta incompatibilità si verifica solo quando tra le leggi considerate vi sia una contraddizione tale da renderne impossibile la contemporanea applicazione, cossicché dall’applicazione ed osservanza della nuova legge deriva necessariamente la disapplicazione o l’inosservanza dell’altro” (Cassazione Civile 18 febbraio 1995 n. 1760).
Non sembra essere questo il caso, perché il comma 13 dell’art. 11 si limita ad elencare tutte le possibili forme del contratto di appalto, dall’atto pubblico alla forma elettronica, mentre gli articoli del R.D. del 1923 disegnano un sistema, applicabile a tutti i contratti pubblici, che stabilisce in quali casi deve essere rispettata ogni diversa forma del contratto.

Alla luce di quanto sopra, non sembra potersi ritenere che la contemporanea applicazione degli artt. 16 e 17 del R.D. n.2440/1923 e dell’art. 11, comma 13, del d.lgs. n. 163/2006 sia impossibile giacché quanto disposto da quest’ultima norma non contraddice quanto previamente disciplinato dalla legge di contabilità nazionale.

Né può ritenersi che il comma 13 dell’art. 11, che sembra avere una portata ricognitiva, sia provvisto di una propria e autonoma forza precettiva in ordine all’intera materia della forma dei contratti pubblici che è regolata dal R.D. n.2440/1923.

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