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Dichiarazioni ISEE e obblighi dei Comuni

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Dichiarazioni ISEE e obblighi dei Comuni

Messaggio  Paolo Gros il Mar 19 Ott 2010 - 1:44

Su richiesta di un Comune evidenzio:
L'accesso a prestazioni agevolate ( fornite dai Comuni,Stao,Regioni etc etc etc ) deve essere preceduta dalla DSU ( dichiarazione sostitutiva unica resa ai sensi art.4 del Dlgs 109/98 e s.m.i).
Ai sensi e per gli effetti del comma III dell'art. del Dlgs 109/98 "La dichiarazione di cui al comma 1 va presentata ai comuni o ai centri autorizzati di assistenza fiscale previsti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 413, o direttamente all'amministrazione pubblica alla quale e' richiesta la prima prestazione."
Il richiedente nella DSU e' tenuto a dichiarare che e' a conioscenza che "nel caso di corresponsione della prestazione, ai sensi del comma 8, possono essere eseguiti controlli diretti ad accertare la veridicita' delle informazioni fornite " ( comma II art.4).

Cio' stante , in riferimento a quali siano gli adempimenti di controllo in seno alla DSU presentata al Comune occorre distinguere l'obbligatorieta' dei controlli che i funzionari comunali sono tenuti ad eseguire.


E' del tutto evidente che l'accertamento della veridicita' RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE le dichiarazioni rese per prestazioni relative sia a benefici nella diretta responsabilita' degli enti locali ( tariffe, servizi scolastici, trasporti etc etc ) e le prestazioni di competenza di enti terzi ( Stato Regioni altri) la cui procedura amministrativa o di erogazione sia demandata ai comuni

Vedasi all'uopo circolare prot.393000 del 11.11.2002 del Comado generale della GDF egli aRTT.43,71 E 72 DEL dpr 28.12.2000 N.445 .

Qualora la DSU non riguardi le due fattispecie sopra elencate l'obbligo di controllo ricade sull'ente erogatore.(Inps etc etc )
Consiglio all'ente di dotarsi di regolamento che definisca la tipologia dei controlli ( esempio a campione etc etc) onde evitare controlli a tappeto che finirebbero per ingessare l'attivita' dell'ente in modo particolare se si tratta di un piccolo Comune.
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obbligo anche a non inserire nuove variabili?

Messaggio  Ide il Mar 19 Mar 2013 - 8:47

In un paese in crisi dove mancano le risorse aumentano le barriere per accedere servizi pubblici o privati che filtrano più che in passato la mole delle richieste di aiuto.

Lo strumento principe per accedere ad agevolazioni è il calcolo isee

La fascia dei richiedenti aiuto è molto più ampia che in passato e include ora anche molti lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, ecc..

Per loro esiste una distorsione a seconda del tipo di regime contabile adottato:

- per i contribuenti in contabilità semplificata o ordinaria, viene preso il reddito d’impresa (quadri E, G, F) e trasferito insieme agli altri redditi al rigo “n1” del modello unico (reddito complessivo), questo dato viene fotografato ai fini dell’isee;
Poi il soggetto sulla sua denuncia dei redditi toglierà dal rigo n1 le varie detrazioni e deduzioni (tra cui gli oneri previdenziali “INPS”) e calcolerà l’imposta da liquidare
Esempio reddito da lavoro autonomo 10 altri redditi 0 = 10 fotografato ai fini isee


- per i contribuenti in regime dei minimi, viene preso il reddito dal quadro CM (rigo CM 10) che è già al netto degli oneri previdenziali (rigo CM 7) e trasferito insieme agli altri redditi al rigo “n1” del modello unico (reddito complessivo), questo dato viene fotografato ai fini dell’isee;
Esempio reddito da lavoro autonomo 10 – 2 inps, altri redditi 0 = 8 fotografato ai fini isee

Per ovviare a questa distorsione basterebbe assume il dato esposto al rigo CM 7 (Contributi previdenziali e assistenziali)

RIFERIMENTI http://www.inps.it/circolari/circolare%20numero%202%20del%2012-01-2011.htm

esistono altre incongruità

faccio un piccolo esempio:
vedova con due figli minori coresidenti, redditi lordi da lavoro 1,5 da pensione di reversibilità 1,5 , questa donna ha 3 (meno le tasse su 3 per mantenere lei e i suoi 2 figli)
l’isee fotografa 3 poi applica la scala perequativa tenendo conto che sono in 3 e il calcolo renderà circa 1

donna separata con due figli minori coresidenti, redditi lordi da lavoro 1,5 cifra ricevuta dall’ex per mantenimento figli 1,5 , questa donna ha 3 (meno le tasse su 1,5 per mantenere lei e i suoi 2 figli, non paga molto meno irpef in quanto ha delle detrazioni minori, figli al carico 50% contro figli in mancanza di coniuge della donna vedova)
l’isee fotografa 1,5 poi applica la scala perequativa tenendo conto che sono in 3, il calcolo renderà circa 0,5

per risolvere questo problema basterebbe in caso di affido condiviso calcolare i figli al 50% tra i coniugi (come avviene con l’irpef).

ora, io ente locale posso assumere questi dati e portare correzioni sulla "classifica" degli aventi diritto? o mi devo attenere a ciò che comunque è palesemente errato?
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Messaggio  Paolo Gros il Mer 20 Mar 2013 - 0:20

e' possibile ma comew detto l'accertamento della veridicita' RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE le dichiarazioni rese per prestazioni relative sia a benefici nella diretta responsabilita' degli enti locali ( tariffe, servizi scolastici, trasporti etc etc ) e le prestazioni di competenza di enti terzi ( Stato Regioni altri) la cui procedura amministrativa o di erogazione sia demandata ai comuni

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:)

Messaggio  Ide il Mer 20 Mar 2013 - 2:28

grazie per la risposta, e visto il profilo... auguri papà Smile
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Re: Dichiarazioni ISEE e obblighi dei Comuni

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