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Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

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Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

Messaggio  acoel il Mar 28 Ago 2012 - 23:39

Buongiorno, vorrei chiedere un parere riguardo gli RSL cioè i responsabili dei lavoratori alla sicurezza all'interno di un Ente, nella fattispecie, in un Comune.
Ebbene, in mancanza di tale figura, che dovrebbe essere ricercata fra i dipendenti dell'Ente, almeno così mi pare d'aver capito, è plausibile che sia il Sindaco ad essere il responsabile sulla salute dei diopendenti del Comune? Oppure sono i dirigenti/responsabili dei settori/uffici ad esserlo ognuno per i dipendenti di loro competenza?
Oppure cos'altro?
Grazie

acoel

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Messaggio  Paolo Gros il Mer 29 Ago 2012 - 0:27

nel caso sono i dirigenti/responsabili dei settori/uffici ad esserlo ognuno per i dipendenti di loro competenza
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Paolo Gros
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Re: Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

Messaggio  acoel il Mer 29 Ago 2012 - 0:47

Paolo Gros ha scritto:nel caso sono i dirigenti/responsabili dei settori/uffici ad esserlo ognuno per i dipendenti di loro competenza

Chiedo troppo se mi dai dei riferimenti in merito in modo da poter mettere a conoscenza sia i dipendenti che i diretti interessati (dirigenti/responsabili) ?
Grazie ancora

acoel

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sicurezza

Messaggio  Paolo Gros il Mer 29 Ago 2012 - 0:51

Con la emanazione del D.Lgs.626/94 non si è posto in discussione l’applicazione anche agli Enti Pubblici, ed in particolare alle Province ed ai Comuni, degli obblighi di sicurezza verso i dipendenti che hanno o meno un rapporto di lavoro stabile con l’ente presso il quale svolgono la propria attività di servizio o lavorativa, e ciò non solo alla luce del principio di effettività e del principio del neminem laedere, ma soprattutto a seguito del processo di aziendalizzazione di tutte le pubbliche amministrazioni, che devono conformare la propria attività ai principi di efficienza, efficacia ed economicità.

Il Legislatore ha preso atto delle difficoltà e dei dubbi interpretativi che erano sorti nella prima formulazione dell’art. 2 del D.Lgs.626/94 e che da più parti erano stati segnalati in ordine alla individuazione del “datore di lavoro” nelle pubbliche amministrazioni caratterizzate da una forte frammentazione delle competenze funzionali fra i vertici degli organi di indirizzo politico e quelli di gestione amministrativa. Il problema in particolare si è manifestato proprio con riferimento ai Comuni per individuare l’organo obbligato all’effettuazione degli adempimenti normativi, in particolare occorreva definire se essi rientravano tra le competenze del Sindaco, della Giunta o addirittura del Consiglio ovvero ancora dei vari dirigenti, con evidenti problemi organizzativi del servizio sicurezza con sovrapposizioni e interferenze decisionali. E’ per queste ragioni che il legislatore, con il c.d. decreto correttivo (D.Lgs. 19 marzo 1996 n. 242) ha introdotto una speciale definizione del “datore di lavoro” per le pubbliche amministrazioni rientranti nel campo di applicazione dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ed oggi art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 (Testo unico sul pubblico impiego).

La norma de quo si limita a disporre, con formulazione indifferenziata ed incondizionata, che nelle Pubbliche Amministrazioni per datore di lavoro s’intende il dirigente, disponendo altresì, che entro 60 gg. gli organi di direzione politica o comunque di vertice, procedono alla individuazione dei dirigenti da nominare datori di lavoro (art.30D.Lgs.242/96). Per tanto, se in passato nella prassi amministrativa, vi è stata la nomina come “datore di lavoro” anche soggetti diversi dai dirigenti, così che in molti enti erano stati nominati il Sindaco, il Presidente, uno degli assessori, o addirittura in taluni Comuni l’intera Giunta, oggi ogni dubbio al riguardo appare tuttavia ingiustificato a causa dell’inequivocabile formulazione legislativa che richiama espressamente soltanto la figura del dirigente o del funzionario, escludendo dalla gestione attiva delle funzioni di sicurezza gli organi di governo.

La nomina del dirigente/datore di lavoro è un vero e proprio atto dovuto degli organi politici di governo, così come il conferimento ad essi dei mezzi necessari per esercitare le relative funzioni è il presupposto essenziale sulla base del quale costruire l’intero sistema sicurezza voluto dalla legge.
In questi casi il giudice penale potrà quindi facilmente ritenere che l’omessa nomina o il non aver fornito gli strumenti finanziari necessari abbia concorso causalmente a determinare l’evento lesivo con conseguente responsabilità penale ed amministrativa degli organi politici. Occorre comunque sottolineare che, anche quando la nomina del datore di lavoro sia stata tempestivamente e correttamente effettuata, permane in capo agli organi politici una responsabilità residua di cui essi non possono spogliarsi e che si sostanzia in una “culpa in eligendo”.

al link

http://www.altalex.com/index.php?idnot=10243


trovi uno studio approfondito e davvero fatto bene

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Re: Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

Messaggio  francodan il Mer 29 Ago 2012 - 1:02

il responsabile della sicurezza va individuato di norma tra il personale in organico dotato di adeguata professionalità...in mancanza il datore di lavoro organizza(va)- l'adempimento è ormai datato- i necessari corsi di formazione e si può(poteva) avvalere nel frattempo di professionsiti esterni a supporto...
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Re: Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

Messaggio  acoel il Mer 29 Ago 2012 - 1:36

Paolo Gros ha scritto:Con la emanazione del D.Lgs.626/94 non si è posto in discussione l’applicazione anche agli Enti Pubblici, ed in particolare alle Province ed ai Comuni, degli obblighi di sicurezza verso i dipendenti che hanno o meno un rapporto di lavoro stabile con l’ente presso il quale svolgono la propria attività di servizio o lavorativa, e ciò non solo alla luce del principio di effettività e del principio del neminem laedere, ma soprattutto a seguito del processo di aziendalizzazione di tutte le pubbliche amministrazioni, che devono conformare la propria attività ai principi di efficienza, efficacia ed economicità.

Il Legislatore ha preso atto delle difficoltà e dei dubbi interpretativi che erano sorti nella prima formulazione dell’art. 2 del D.Lgs.626/94 e che da più parti erano stati segnalati in ordine alla individuazione del “datore di lavoro” nelle pubbliche amministrazioni caratterizzate da una forte frammentazione delle competenze funzionali fra i vertici degli organi di indirizzo politico e quelli di gestione amministrativa. Il problema in particolare si è manifestato proprio con riferimento ai Comuni per individuare l’organo obbligato all’effettuazione degli adempimenti normativi, in particolare occorreva definire se essi rientravano tra le competenze del Sindaco, della Giunta o addirittura del Consiglio ovvero ancora dei vari dirigenti, con evidenti problemi organizzativi del servizio sicurezza con sovrapposizioni e interferenze decisionali. E’ per queste ragioni che il legislatore, con il c.d. decreto correttivo (D.Lgs. 19 marzo 1996 n. 242) ha introdotto una speciale definizione del “datore di lavoro” per le pubbliche amministrazioni rientranti nel campo di applicazione dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ed oggi art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 (Testo unico sul pubblico impiego).

La norma de quo si limita a disporre, con formulazione indifferenziata ed incondizionata, che nelle Pubbliche Amministrazioni per datore di lavoro s’intende il dirigente, disponendo altresì, che entro 60 gg. gli organi di direzione politica o comunque di vertice, procedono alla individuazione dei dirigenti da nominare datori di lavoro (art.30D.Lgs.242/96). Per tanto, se in passato nella prassi amministrativa, vi è stata la nomina come “datore di lavoro” anche soggetti diversi dai dirigenti, così che in molti enti erano stati nominati il Sindaco, il Presidente, uno degli assessori, o addirittura in taluni Comuni l’intera Giunta, oggi ogni dubbio al riguardo appare tuttavia ingiustificato a causa dell’inequivocabile formulazione legislativa che richiama espressamente soltanto la figura del dirigente o del funzionario, escludendo dalla gestione attiva delle funzioni di sicurezza gli organi di governo.

La nomina del dirigente/datore di lavoro è un vero e proprio atto dovuto degli organi politici di governo, così come il conferimento ad essi dei mezzi necessari per esercitare le relative funzioni è il presupposto essenziale sulla base del quale costruire l’intero sistema sicurezza voluto dalla legge.
In questi casi il giudice penale potrà quindi facilmente ritenere che l’omessa nomina o il non aver fornito gli strumenti finanziari necessari abbia concorso causalmente a determinare l’evento lesivo con conseguente responsabilità penale ed amministrativa degli organi politici. Occorre comunque sottolineare che, anche quando la nomina del datore di lavoro sia stata tempestivamente e correttamente effettuata, permane in capo agli organi politici una responsabilità residua di cui essi non possono spogliarsi e che si sostanzia in una “culpa in eligendo”.

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Grazie Paolo.
E scusa ancora la mia richiesta di precisazioni, ma credo visto l'argomento, essere fondamentale.
Quindi ti chiedo se per dirigente intendi anche il semplice responsabile del servizio che può essere di Polizia Locale piuttosto che Lavori Pubblici ecc. ecc. ? Qui da noi ad esempio veri e propri "dirigenti" non ce ne sono, ma solo "responsabili" a meno che tale funzione (dirigente) e quindi responsabile RSL, possa essere ricoperta per tutti i settori e uffici da Segretario Comunale?


acoel

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Messaggio  Paolo Gros il Mer 29 Ago 2012 - 4:25

negli enti provo do dorigenza la stessa funzione , e responsabilita' , e' attribuita ai responsabili di po
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elezione rappresentante lavorati per la sicurezza

Messaggio  attenomis il Mar 11 Set 2012 - 8:56

Mi aggancio a questo argomento per porre un quesito: Dopo le elezioni delle RSU di quest'anno abbiamo provveduto a fare le elezioni del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (da eleggere tra i nominativi delle RSU). In sede di spoglio delle schede abbiamo una parità di punteggio. Non ho trovato disposizioni precise sull'argomento: la Circolare dell'Aran sul rinnovo delle RSU dice che per l'individuazione del Rapp. Lavoratori per la Sicurezza RLS si deve fare riferimento al CCNQ 10/06/1996 e al D.LGS 81/2008. Il CCNQ 10/06/1996 dice che la procedura di elezione è quella applicata per le RSU... A questo punto nel caso di parità di punteggio che criterio si segue per stabilire chi è eletto? l'ordine nella scheda di votazione (avevamo messo i nominativi in ordine di numero di preferenze ottenute nella elezione RSU) oppure altro criterio? Attendo suggerimenti. Grazie.

attenomis

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sicurezza

Messaggio  Paolo Gros il Mar 11 Set 2012 - 23:23

l'ordine nella scheda di votazione ovvero estrazione a sorte.
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Re: Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

Messaggio  attenomis il Mer 12 Set 2012 - 1:01

Paolo Gros ha scritto:l'ordine nella scheda di votazione ovvero estrazione a sorte.

grazie mille.

attenomis

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Re: Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza

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