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tosap x condutture aziende erogatrici di servizi pubblici

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tosap x condutture aziende erogatrici di servizi pubblici

Messaggio  Fenice il Gio 14 Giu 2012 - 6:02

In questo ente si applica la TOSAP ai sensi del 507/93 e NON la COSAP. Per le occupazioni di sottosuolo e soprassuolo di condutture, cavi, reti, da parte di aziende di erogazione di servizi pubblici (gas, energia, telefonia..) è stabilita una tariffa al KM. Le predette aziende, invece, pagano ad utenze, da anni. La cosap, con il DLGS. 446/98 stabilisce il pagamento del canone ad utenza ma non la TOSAP. Secondo voi c'è qualche altro motivo per cui si verifica ciò?...Mi sfugge.
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Fenice

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Tosap

Messaggio  Paolo Gros il Gio 14 Giu 2012 - 23:08

L'art. 18 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2000)" ha introdotto rilevanti innovazioni in materia di canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), di cui all'art. 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, gia' illustrate nella circolare n. 247/E del 29 dicembre 1999, che vengono ulteriormente approfondite con la presente circolare.
Va innanzitutto precisato che le modificazioni introdotte dall'art. 18, della legge finanziaria, sono entrate in vigore a partire dal 1o gennaio 2000, e, pur riguardando direttamente la disciplina del Cosap, sono al contempo rilevanti anche in ordine alla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap) di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, per cui e' necessario affrontare in via preliminare le disposizioni che riguardano il canone.

A) Le modifiche apportate al Cosap.
L'art. 18 ha modificato la lettera f), del comma 2, dell'art. 63 del decreto legislativo n. 446 del 1997, che disciplina le occupazioni permanenti realizzate con cavi, condutture e con qualsiasi altro manufatto, da aziende di erogazione di pubblici servizi e da quelle esercenti attivita' strumentali ai servizi medesimi.
Le disposizioni innovative in questione si applicano automaticamente a tale tipologia di occupazioni, vale a dire senza che occorra una particolare deliberazione di recepimento della norma.
Tale intervento puo' essere comunque opportuno al fine di contenere in un unico provvedimento regolamentare tutte le disposizioni che disciplinano il canone attualmente in vigore, provvedendo quindi ad eliminare quelle che appaiono superate a seguito delle modifiche legislative.
Per effetto delle nuove disposizioni e' stato definitivamente abolito il criterio alternativo di commisurazione del canone che avrebbe consentito agli enti locali di adottare dall'anno 2000, una speciale misura di tariffa determinata sulla base di quella minima prevista nel regolamento, per ubicazione, tipologia ed importanza dell'occupazione, ridotta non meno del 50%. L'unica modalita' di determinazione del canone per le fattispecie in esame e' quindi quella che risulta dall'applicazione della misura unitaria di tariffa, riferita a due classi di comuni, al numero complessivo delle utenze relative a ciascuna azienda di erogazione del pubblico servizio.
La legge finanziaria, nel riformulare il n. 1) della lettera f), ha altresi' aumentato gli importi della tariffa che sono attualmente fissati in:
L. 1.500 per utenza, nei comuni fino a 20.000 abitanti;
L. 1.250 per utenza, nei comuni con oltre 20.000 abitanti
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Paolo Gros
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