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Indice di Indebitamento.
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Indice di Indebitamento.
Qual'è la differenza e fa definizione tra
Indice di Indebitamento e
Capacità di indebitamento,e loro incidenza
sul Finanziamento degli Enti Locali.
Indice di Indebitamento e
Capacità di indebitamento,e loro incidenza
sul Finanziamento degli Enti Locali.
andrea01- Messaggi: 256
Data d'iscrizione: 18.08.10
Indice indebitamento
L’indice di indebitamento rappresenta il grado di copertura delle attività mediante i mezzi di terzi = totale passività / totale fonti.
E’ un indicatore economico che riguarda l’analisi economico-patrimoniale dell’ente.
Al pari di altri indicatori e’ allegato ai rendiconti.
La capacità di indebitamento degli Enti locali, rappresenta invece la quantificazione delle entrate derivanti da accensione di prestiti e la possibilita’ dell’ente stesso di provvedere al pagamento delle rate di ammortamento ( capitale e interesse).Ha natura finanziaria.
A riguardo l’art.204 Tuel recita : “l'ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 15 per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Per le comunità montane si fa riferimento ai primi due titoli delle entrate.”...e questo e' il limte alla propria capacita' di mutuare.
Si utilizza quindi dimostrazione della possibilita’ di mutuare ed ha uno scopo pratico ed operativo mentre l'indicatore evidenzia l'autonomia dell'ente ovvero la sua dipendenza dal credito.
E’ un indicatore economico che riguarda l’analisi economico-patrimoniale dell’ente.
Al pari di altri indicatori e’ allegato ai rendiconti.
La capacità di indebitamento degli Enti locali, rappresenta invece la quantificazione delle entrate derivanti da accensione di prestiti e la possibilita’ dell’ente stesso di provvedere al pagamento delle rate di ammortamento ( capitale e interesse).Ha natura finanziaria.
A riguardo l’art.204 Tuel recita : “l'ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 15 per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Per le comunità montane si fa riferimento ai primi due titoli delle entrate.”...e questo e' il limte alla propria capacita' di mutuare.
Si utilizza quindi dimostrazione della possibilita’ di mutuare ed ha uno scopo pratico ed operativo mentre l'indicatore evidenzia l'autonomia dell'ente ovvero la sua dipendenza dal credito.

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

Re: Indice di Indebitamento.
ma la capacità di indebitamento non attiene all'effettiva capacità dell'ente di restituzione del debito, indipendentemente dall'indice di cui all'art.204 che rappresenta un limite teorico?
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
Indice di indebitamento
Ed infatti "La capacità di indebitamento degli Enti locali, rappresenta invece la quantificazione delle entrate derivanti da accensione di prestiti e la possibilita’ dell’ente stesso di provvedere al pagamento delle rate di ammortamento ( capitale e interesse).Ha natura finanziaria.
Rappresenta infatti quanto hai descritto e si distingue dall'indice che e' economico per le motivazioni che ti avevo espresso nel post precedente.
Rappresenta infatti quanto hai descritto e si distingue dall'indice che e' economico per le motivazioni che ti avevo espresso nel post precedente.

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

Re: Indice di Indebitamento.
ok, chiaro. a tal proposito, però, ti chiedo un approfondimento. nel questionario della corte dei conti al bilancio previsionale 2010, si chiede se l'ente ha preventivato l'effettiva capacità di ricorrere all'indebitamento anche in termini di rimborso delle rate di ammortamento. la risposta a tale domanda va formulata esclusivamente in relazione al rispetto dell'art.204 o presuppone, invece, un calcolo, in termini di flussi di cassa, di restituzione delle rate?
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
Indice di indebitamento
L'osservanza e' l'art.204 TUEL infatti a pagina 2 domadas 3 sezione prima la domanda e' chiara : enti sotto i 5000
Il limite di indebitamento previsto dall'art.204 del TUEL è rispettato per l'intero triennio 20102012? (risposta da formulare in relazione alle risultanze del prospetto di cui alla Sezione seconda, punto 3.2) a pagina 12
Rispetto del limite di indebitamento(vedere domanda 3 della Sezione prima)
Al fine di verificare il rispetto del limite di indebitamento previsto dall'art. 204 del TUEL, esporre la percentuale di incidenza
degli interessi passivi al 31.12 per ciascuno degli anni 2008-2009 sulle entrate correnti risultanti, rispettivamente dai
rendiconti 2006-2007, nonché le proiezioni per il successivo triennio 2010-2012:
Enti sopra i 5000
sezione prima pagina 2 : Il limite di indebitamento previsto dall'art.204 del TUEL è rispettato per l'intero triennio 2010-2012?risposta da formulare in relazione alle risultanze del prospetto di cui alla Sezione seconda, punto 3.2) sezione seconda punto 3.2
Rispetto del limite di indebitamento( vederee domanda 5 della Sezione prima)
Al fine di verificare il rispetto del limite di indebitamento previsto dall'art. 204 del TUEL, esporre la percentuale di incidenza
degli interessi passivi al 31.12 per ciascuno degli anni 2008-2009 sulle entrate correnti risultanti, rispettivamente dai
rendiconti 2006-2007, nonché le proiezioni per il successivo triennio 2010-2012:
Il limite di indebitamento previsto dall'art.204 del TUEL è rispettato per l'intero triennio 20102012? (risposta da formulare in relazione alle risultanze del prospetto di cui alla Sezione seconda, punto 3.2) a pagina 12
Rispetto del limite di indebitamento(vedere domanda 3 della Sezione prima)
Al fine di verificare il rispetto del limite di indebitamento previsto dall'art. 204 del TUEL, esporre la percentuale di incidenza
degli interessi passivi al 31.12 per ciascuno degli anni 2008-2009 sulle entrate correnti risultanti, rispettivamente dai
rendiconti 2006-2007, nonché le proiezioni per il successivo triennio 2010-2012:
Enti sopra i 5000
sezione prima pagina 2 : Il limite di indebitamento previsto dall'art.204 del TUEL è rispettato per l'intero triennio 2010-2012?risposta da formulare in relazione alle risultanze del prospetto di cui alla Sezione seconda, punto 3.2) sezione seconda punto 3.2
Rispetto del limite di indebitamento( vederee domanda 5 della Sezione prima)
Al fine di verificare il rispetto del limite di indebitamento previsto dall'art. 204 del TUEL, esporre la percentuale di incidenza
degli interessi passivi al 31.12 per ciascuno degli anni 2008-2009 sulle entrate correnti risultanti, rispettivamente dai
rendiconti 2006-2007, nonché le proiezioni per il successivo triennio 2010-2012:

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

Re: Indice di Indebitamento.
io mi riferivo alla domanda posta in sezione prima pagina 3, domanda n° 6 "In sede di programmazione delle opere pubbliche e degli investimenti è stata verificata preventivamente l'effettiva capacità di ricorrere all'indebitamento anche in termini di rimborso delle rate di ammortamento?"
a questa domanda io ho dato un significato un pò più di approfondimento rispetto al limite dell'art.204.
cioè credo si volesse chiedere il calcolo dell'effettiva capacità di restituzione dei debiti contratti, mediante eventuali previsioni di flussi di cassa. mi sbaglio?
grazie molte per le risposte.
a questa domanda io ho dato un significato un pò più di approfondimento rispetto al limite dell'art.204.
cioè credo si volesse chiedere il calcolo dell'effettiva capacità di restituzione dei debiti contratti, mediante eventuali previsioni di flussi di cassa. mi sbaglio?
grazie molte per le risposte.
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
Indice indebitamento
Non sbagli assolutamente e' una ottima operazione che, se pur non obbligatoria , rispetta il principio della prudenzialita' del bilancio e della veridicita'.
E' una buonissima procedura e condivido in toto.
E' una buonissima procedura e condivido in toto.

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

INDEBITAMENTO
La nuova capacità di indebitamento scenderà dal 15 al 8% nel 2011 (.......SIC)!!!
andrea01- Messaggi: 256
Data d'iscrizione: 18.08.10
Re: Indice di Indebitamento.
cosa lo stabilisce? la legge sul nuovo patto? e che succederà ai comuni che stanno già sopra la soglia nuova?
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
INDEBITAMENTO
Disco rosso ai debiti dei sindaci
Dal quotidiano Italia Oggi a firma di Francesco Cerisano.
Disco rosso ai debiti dei sindaci
Le novità saranno inserite nella legge di stabilità. Patto al restyling. Oneri di urbanizzazione al 25%
Nuovi mutui se l'indebitamento non supera l'8% delle entrate
Il governo mette un freno all'indebitamento degli enti locali soggetti al patto di stabilità. I comuni sopra i 5 mila abitanti e le province potranno assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento solo se l'importo annuale degli interessi, sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate, non supererà l'8% degli incassi (LEGGASI ACCERTAMENTI - nota Delfino & Partners) relativi ai primi tre titoli delle entrate in bilancio.
Il parametro di riferimento sarà il rendiconto del penultimo anno precedente a quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. La novità, che sarà inserita in un pacchetto di emendamenti al disegno di legge di stabilità, pronto per iniziare l'iter alla camera, non modificherà l'art.204 del Tuel, ma costituirà una regola di comportamento solo per i grandi enti. Per i piccoli comuni continuerà ad applicarsi la norma del Testo unico (dlgs 267/2000) che fissa il livello di indebitamento al 15% delle entrate. La modifica, a cui stanno lavorando in questi giorni i tecnici ministeriali e che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi ha già ricevuto il placet del Mef, avrà il pregio di frenare la corsa all'indebitamento da parte degli enti locali che il tetto al 15% ha in questi anni incentivato. «L'indebitamento», spiega Maurizio Delfino, braccio destro tecnico del sottosegretario all'interno Michelino Davico, «incide con effetti negativi sulla spesa corrente e sul Patto, e per questo va limitato, perché un conto è la legittimità di un mutuo o di un prestito, un conto la sana gestione finanziaria». «Molto spesso i comuni», prosegue Delfino, «prendendo come base di riferimento il 15% delle entrate correnti, accendono mutui che non riescono a rimborsare. Basta infatti una decurtazione dei trasferimenti statali o regionali per non far quadrare più i conti». Esattamente come avverrà nel 2011. Quando scatterà la decurtazione dei trasferimenti imposta dalla manovra (1,5 miliardi che diventeranno 2,5 nel 2012) con la conseguenza che gli enti che oggi rientrano nel limite di indebitamento, in futuro (e col tetto all'8%) potrebbero non esserlo più, pur non avendo sottoscritto alcun nuovo mutuo.
Un'altra novità in arrivo, che potrà essere inserita o nel pacchetto enti locali all'interno del ddl di stabilità o nel decreto legge che sterilizzerà la tracciabilità dei pagamenti (legge 136/2010) per i vecchi appalti pubblici, riguarda gli oneri di urbanizzazione. Anche per il triennio 2011-2013 potranno essere utilizzati in percentuale variabile (25% nel 2011, 20% nel 2012 e 15% nel 2013) per finanziare la spesa corrente. Oggi la percentuale è fissata dalla Finanziaria 2008 (legge 244/2007) al 50% per le spese correnti e al 25% per le spese di manutenzione ordinaria del verde e delle strade. La norma in arrivo, invece, non farà più distinzione tra le due tipologie.
Tra gli altri interventi correttivi troverà posto anche il restyling del Patto di stabilità (si veda ItaliaOggi del 23/10/2010) che nel 2011 si muoverà lungo una duplice direttrice: il pareggio di bilancio (ossia un saldo in termini di competenza mista pari a zero), che costituirà una sorta di regola generale, e un saldo obiettivo (sempre espresso in termini di competenza mista) positivo pari al valore ottenuto applicando alla spesa corrente media 2006-2008 una percentuale (ancora da definire) che terrà conto del taglio ai trasferimenti disposto dalla manovra correttiva (dl 78/2010).In questo modo la riduzione di 1,5 miliardi di euro verrebbe sterilizzata. A questo doppio binario verrà ad affiancarsi una sorta di clausola di salvaguardia che consentirà agli enti penalizzati dalle nuove regole di decurtare del 50% lo scostamento tra il saldo obiettivo 2010 e quello 2011 (gli enti che invece si troveranno avvantaggiati dal nuovo sistema dovranno fare il contrario). «Il ministero dell'economia e quello dell'interno stanno facendo uno sforzo considerevole per venire incontro alle esigenze degli enti», commenta Delfino. «Uno sforzo che già lascia intravedere l'obiettivo finale: arrivare a regime al saldo zero».
Mentre la riforma del Patto è ormai un dato acquisito, il compito dei tecnici ministeriali sembra più arduo per quanto riguarda lo sblocco dei residui passivi, oggi utilizzabili solo per una quota irrisoria (0,75%). Su questo Tremonti non vuole sentire ragioni, anche se negli ultimi giorni pare che il pressing di alcuni ministri sul numero uno del Mef stia aprendo spiragli per un innalzamento della quota al 2%.
Buone notizie, infine, anche per le province. La compartecipazione Irpef all'1%, destinata a scomparire col federalismo fiscale, verrà prorogata anche per il 2011
Dal quotidiano Italia Oggi a firma di Francesco Cerisano.
Disco rosso ai debiti dei sindaci
Le novità saranno inserite nella legge di stabilità. Patto al restyling. Oneri di urbanizzazione al 25%
Nuovi mutui se l'indebitamento non supera l'8% delle entrate
Il governo mette un freno all'indebitamento degli enti locali soggetti al patto di stabilità. I comuni sopra i 5 mila abitanti e le province potranno assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento solo se l'importo annuale degli interessi, sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate, non supererà l'8% degli incassi (LEGGASI ACCERTAMENTI - nota Delfino & Partners) relativi ai primi tre titoli delle entrate in bilancio.
Il parametro di riferimento sarà il rendiconto del penultimo anno precedente a quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. La novità, che sarà inserita in un pacchetto di emendamenti al disegno di legge di stabilità, pronto per iniziare l'iter alla camera, non modificherà l'art.204 del Tuel, ma costituirà una regola di comportamento solo per i grandi enti. Per i piccoli comuni continuerà ad applicarsi la norma del Testo unico (dlgs 267/2000) che fissa il livello di indebitamento al 15% delle entrate. La modifica, a cui stanno lavorando in questi giorni i tecnici ministeriali e che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi ha già ricevuto il placet del Mef, avrà il pregio di frenare la corsa all'indebitamento da parte degli enti locali che il tetto al 15% ha in questi anni incentivato. «L'indebitamento», spiega Maurizio Delfino, braccio destro tecnico del sottosegretario all'interno Michelino Davico, «incide con effetti negativi sulla spesa corrente e sul Patto, e per questo va limitato, perché un conto è la legittimità di un mutuo o di un prestito, un conto la sana gestione finanziaria». «Molto spesso i comuni», prosegue Delfino, «prendendo come base di riferimento il 15% delle entrate correnti, accendono mutui che non riescono a rimborsare. Basta infatti una decurtazione dei trasferimenti statali o regionali per non far quadrare più i conti». Esattamente come avverrà nel 2011. Quando scatterà la decurtazione dei trasferimenti imposta dalla manovra (1,5 miliardi che diventeranno 2,5 nel 2012) con la conseguenza che gli enti che oggi rientrano nel limite di indebitamento, in futuro (e col tetto all'8%) potrebbero non esserlo più, pur non avendo sottoscritto alcun nuovo mutuo.
Un'altra novità in arrivo, che potrà essere inserita o nel pacchetto enti locali all'interno del ddl di stabilità o nel decreto legge che sterilizzerà la tracciabilità dei pagamenti (legge 136/2010) per i vecchi appalti pubblici, riguarda gli oneri di urbanizzazione. Anche per il triennio 2011-2013 potranno essere utilizzati in percentuale variabile (25% nel 2011, 20% nel 2012 e 15% nel 2013) per finanziare la spesa corrente. Oggi la percentuale è fissata dalla Finanziaria 2008 (legge 244/2007) al 50% per le spese correnti e al 25% per le spese di manutenzione ordinaria del verde e delle strade. La norma in arrivo, invece, non farà più distinzione tra le due tipologie.
Tra gli altri interventi correttivi troverà posto anche il restyling del Patto di stabilità (si veda ItaliaOggi del 23/10/2010) che nel 2011 si muoverà lungo una duplice direttrice: il pareggio di bilancio (ossia un saldo in termini di competenza mista pari a zero), che costituirà una sorta di regola generale, e un saldo obiettivo (sempre espresso in termini di competenza mista) positivo pari al valore ottenuto applicando alla spesa corrente media 2006-2008 una percentuale (ancora da definire) che terrà conto del taglio ai trasferimenti disposto dalla manovra correttiva (dl 78/2010).In questo modo la riduzione di 1,5 miliardi di euro verrebbe sterilizzata. A questo doppio binario verrà ad affiancarsi una sorta di clausola di salvaguardia che consentirà agli enti penalizzati dalle nuove regole di decurtare del 50% lo scostamento tra il saldo obiettivo 2010 e quello 2011 (gli enti che invece si troveranno avvantaggiati dal nuovo sistema dovranno fare il contrario). «Il ministero dell'economia e quello dell'interno stanno facendo uno sforzo considerevole per venire incontro alle esigenze degli enti», commenta Delfino. «Uno sforzo che già lascia intravedere l'obiettivo finale: arrivare a regime al saldo zero».
Mentre la riforma del Patto è ormai un dato acquisito, il compito dei tecnici ministeriali sembra più arduo per quanto riguarda lo sblocco dei residui passivi, oggi utilizzabili solo per una quota irrisoria (0,75%). Su questo Tremonti non vuole sentire ragioni, anche se negli ultimi giorni pare che il pressing di alcuni ministri sul numero uno del Mef stia aprendo spiragli per un innalzamento della quota al 2%.
Buone notizie, infine, anche per le province. La compartecipazione Irpef all'1%, destinata a scomparire col federalismo fiscale, verrà prorogata anche per il 2011
andrea01- Messaggi: 256
Data d'iscrizione: 18.08.10
Indebitamento
Grazie Andrea della news.
Il quadro non e' certo incoraggiante anche se per certi aspetti ( reiterazione dell'utilizzo degli oneri per la parte corrente ) si continua a reiterare da anni una norma con, a mio personale avviso, poco senso e che contribuisce e contribuira' a sostenere di fatto servizi correnti , se non in modo elusivo contribuzioni, non facendo acquedotti, fogne, strade etc etc etc ...bah tant'e'.
E' del tutto evidente che il limite di indebitamento per gli enti soggetti al patto al 8% non potra' avere effetto retroattivo per gli enti che gia' lo superano .Certo e' che non potranno mutuare ulteriormente.
Boh, per fare investimenti si venderanno il municipio....che dite?
Il quadro non e' certo incoraggiante anche se per certi aspetti ( reiterazione dell'utilizzo degli oneri per la parte corrente ) si continua a reiterare da anni una norma con, a mio personale avviso, poco senso e che contribuisce e contribuira' a sostenere di fatto servizi correnti , se non in modo elusivo contribuzioni, non facendo acquedotti, fogne, strade etc etc etc ...bah tant'e'.
E' del tutto evidente che il limite di indebitamento per gli enti soggetti al patto al 8% non potra' avere effetto retroattivo per gli enti che gia' lo superano .Certo e' che non potranno mutuare ulteriormente.
Boh, per fare investimenti si venderanno il municipio....che dite?

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

Re: Indice di Indebitamento.
ehi, si, è proprio un bel blocco!! la rimodulazione dei mutui che sta proponendo la cassa depositi e prestiti in questi giorni potrebbe alleggerire il carico interessi e quindi incidere favorevolmente sul nuovo prossimo eventuale limite, no?
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
Indice di indebitamento ( Sentenza Corte Basilicata)
Concordo con Maribella , purtrtoppo pero' rinegoziare i mutui accorpando i residuali in uno solo con nuova scadenza ha degli effetti a lungo termine sulla spesa corrente.
Nell'immediato sicuramente un vantaggio c'e' sia per l'aspetto che hai evidenziato che
per la parte corrente.
Ritengo occorra poi pero' analizzare la rinegoziazione nel dettaglio soprattutto se si hanno mutui con una scadenza plausibilmente ravvicinata.
Per inciso poi la recente condonna della della Corte Conto Basilicata a carico di un Comune che ha utilizzato i risparmi di rinegoziazione per pagare rate di mutui in essere ( credo altri istituti diversi dalla CDP) riguardava il aftto che l'Ente non ha utilizzato solo le minori spese correnti derivanti dalla rinegoziazione per riequilibrare la parte corrente del bilancio(fattispecie assolutamente ammessa ) ma ha utilizzato le somme erogate dalla Cassa DD.PP. relative ai mutui con ammortamenti scaduti a seguito della rinegoziazione (ovvero i risparmi di spesa ) per pagare nuovi capitali ed interessi di mutui che per la Corte ovviamente costituiscono risorse derivanti da indebitamento anche se già contratto e ammortizzato .
Ovvero le economie da minor spesa corrente per rinegoziazione corrente dovrebbero infatti generare avanzo economico da destinare alla spesa di investimento o per riequilibrare la spesa corrente ma comunque mai per un nuovo ricorso al credito.
Nell'immediato sicuramente un vantaggio c'e' sia per l'aspetto che hai evidenziato che
per la parte corrente.
Ritengo occorra poi pero' analizzare la rinegoziazione nel dettaglio soprattutto se si hanno mutui con una scadenza plausibilmente ravvicinata.
Per inciso poi la recente condonna della della Corte Conto Basilicata a carico di un Comune che ha utilizzato i risparmi di rinegoziazione per pagare rate di mutui in essere ( credo altri istituti diversi dalla CDP) riguardava il aftto che l'Ente non ha utilizzato solo le minori spese correnti derivanti dalla rinegoziazione per riequilibrare la parte corrente del bilancio(fattispecie assolutamente ammessa ) ma ha utilizzato le somme erogate dalla Cassa DD.PP. relative ai mutui con ammortamenti scaduti a seguito della rinegoziazione (ovvero i risparmi di spesa ) per pagare nuovi capitali ed interessi di mutui che per la Corte ovviamente costituiscono risorse derivanti da indebitamento anche se già contratto e ammortizzato .
Ovvero le economie da minor spesa corrente per rinegoziazione corrente dovrebbero infatti generare avanzo economico da destinare alla spesa di investimento o per riequilibrare la spesa corrente ma comunque mai per un nuovo ricorso al credito.

Paolo Gros- Admin
- Messaggi: 16233
Data d'iscrizione: 30.07.10

Re: Indice di Indebitamento.
sarebbe corretta, secondo lei, la pratica di impegnare un fondo tra le spese correnti pari al risparmio ottenuto dalla riduzione delle rate di ammortamento (per via della rimodulazione del debito) che vada poi a confluire nell'avanzo di amministrazione da destinare a spese per investimenti?
maribella- Messaggi: 37
Data d'iscrizione: 20.10.10
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